La collaborazione fra figure diverse, una notte al museo, la costruzione di una comunità oltre che di una community. Sono gli ingredienti con cui #PAsocial ha partecipato a Roma a Museum Booster, l’iniziativa lanciata dal Museo Nazionale delle arti del XXI Secolo (MAXXI), che Prisca Cupellini responsabile della comunicazione online e dei progetti digitali del MAXXI aveva illustrato ad Ancona agli stati generali della comunicazione pubblica dello scorso 6 ottobre. Così dopo aver lanciato una call sul web Marco Laudonio del nostro Comitato promotore e Alberto Solieri, socio dell’Emilia Romagna, sono entrati nella struttura progettata da Zaha Hadid assieme a Luca Leone (laureando in ingegneria con alle spalle un anno al CERN di Ginevra), Pietro Pandimiglio (studente di ingegneria), Alessandra Antonini (reporter freelance laureanda in Architettura) e Pino Boresta, artista e performer romano.

Il progetto presentato dal gruppo è stato “il Filo di Arianna”, una web-app già disponibile online in versione demo (illustrata qui nella presentazione) che parte dal presupposto che per perdersi bisogna avere un percorso da abbandonare e a cui poter tornare. Il “Filo” porta il visitatore a risemantizzare l’esperienza museale grazie ai percorsi MAXXI – mini, medium, mega – suggeriti secondo una griglia di domande. Il form prevede di indicare il tempo a disposizione (30, 90, oltre 120 minuti), se si effettua una visita singola o in gruppo (indicando la presenza bambini e/o visitatori diversamente abili), la scelte di tipologie di opere d’arte (quadro, scultura, installazione…) e di esposizione (mostra, permanente, fotografia, architettura). Fornendo il percorso la schermata di Arianna lascia uno spazio per scattare foto/video, approfondire le opere. A fine visita l’app genera un mash-up tra contenuti dell’utente e del museo. Queste storie forniscono big data su preferenze e abitudini dei visitatori (opere più fotografate, riprese, approfondite, percorsi) che il MAXXI potrà usare con diverse declinazioni.

“Per #PAsocial è stata una bella sfida – spiega Laudonio – ci han detto che siamo arrivati comunque tra i primi 5 e che la nostra esposizione è stata tra le più quotate. La buona comunicazione può far molto. Rispetto a interviste in profondità o impressioni raccolte tra i visitatori del 21 ottobre abbiamo preferito effettuare una doppia analisi su Google trends e su oltre 300 commenti lasciati su tripadvisor dai visitatori, così da definire l’app da sviluppare ascoltando molte esigenze per arrivare a una proposta che considerasse come il visitatore sentendosi dis-perso poteva anche non riuscire a vedere tutto quello che gli interessava. Grazie alla geo-localizzazione si punta anche all’art-fitness: in un museo si fanno chilometri, si consumano un sacco di calorie!”.

I componenti aggiuntisi al team PA social ci hanno arricchito: Luca e Pietro hanno colto benissimo l’esigenza di introdurre un elemento di gaming con la funzione “stupiscimi” e la volontà di incuriosire immaginando di far vedere a chi è fuori i volti di chi si è loggato e sta girando per il MAXXI, hanno dormito pochissimo in parte per lavorare sul coding, in parte per gestire le esigenze. Alessandra ha realizzato invece di una presentazione dei piccoli corti in cui le linee della Hadid dialogavano con gli elementi fisici e Pino ci ha indirizzato sull’uso delle psicogeografia di Guy Debord in “The naked city” per ripensare le mappe come esperienze.

Per Solieri la soddisfazione è stata quella di mettere su un gruppo in poche ore: “Ci siamo sfidati con agenzie di comunicazione, di architettura, ingegneri, molti team ben rodati e abbiamo creato un gruppo di lavoro da zero. In 36 ore i risultati sono stati buoni. La PA ha molto da imparare da esperienze così”.

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